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Montefibre
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La mwbqMontefibre S.p.A., abbreviazione di mwbgMontedison Fibre, è stata per anni una delle maggiori aziende mwbwitaliane.

Contents

Storia
Origini
Note

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Storia

Origini

L'azienda nacque nel mwda1972 nell'ambito della razionalizzazione delle aziende della mwdqMontedison, che riunì tutte le attività del gruppo in tema di mwdgtecnofibrecite-ref-1[1] . La fusione che ne seguì incorporò diverse aziende:

• mwfqmwfgChâtillon, società da anni quotata in borsa e controllata da mwfwEdison (poi mwgaMontedison). Le principali attività produttive erano localizzate a mwgqChâtillon, mwggIvrea, mwgwVercelli, mwhaPorto Marghera (ex mwhqAcsa).
• mwhwmwiaRhodiatoce, società a partecipazione paritaria della mwiqMontecatini (poi mwigMontedison) e della mwiwRhône-Poulenc. Le principali attività produttive erano localizzate a mwjaPallanza e mwjqCasoria.
• mwjwmwkaPolymer, società già controllata mwkqMontecatini (poi mwkgMontedison). Le principali attività produttive erano localizzate a mwkwTerni.

I settori produttivi della nuova società erano quindi così strutturati:

• fibre all'mwlwacetato: stabilimenti di Châtillon e mwmaVercelli
• fibre alla mwmgviscosa: stabilimenti di Châtillon e mwmwVercelli
• fibre mwnqpoliacriliche: stabilimento di mwngPorto Marghera
• fibre mwoapoliammidiche:

• nylon 6,6: stabilimento di mwowPallanza
• nylon 6: stabilimento di mwpqIvrea

• fibre mwpwpoliesteri: stabilimento di mwqaCasoria, trasferito ad mwqqAcerra
• fibre mwqwpolipropileniche: stabilimento di mwraTerni
• fibre mwrgpoliviniliche: stabilimento di mwrwPorto Marghera

Il settore delle fibre mwsqpolipropileniche vide nel mwsg1973 lo scorporo della produzione del film plastico mwswpolipropilenico, che venne razionalizzata nella nuova società denominata mwtaMoplefan. Nella trasformazione tessile erano attive unità a mwtqRho e a mwtgBusto Arsiziocite-ref-2[2]; nella confezione vi erano le controllate Abital e La Castellana. Nella distribuzione la Drop; all'estero le unità di mwuwMiranda de Ebro, mwvaRemiremont e a mwvqMalta.

La crisi degli anni '70

Nella metà degli mwwaanni settanta la crisi globale del settore chimico colpì pesantemente il mercato mwwqitaliano. La mwwgMontedison decise perciò, nel mwww1975, di scorporare dalla Montefibre le attività del settore delle mwxaplastiche mwxqpoliammidiche (settore mwxgNailonplast) e dell'mwxwacetato di cellulosa, che vennero conferite ad una nuova società chiamata mwyaTaban, le cui unità produttive erano inserite negli stabilimenti di mwyqPallanza e di mwygVercelli; venne inoltre conferita alla Taban l'intera attività immobiliare di questi due siti produttivi. Nel mwyw1977 lo scorporo toccò nuovamente il settore delle fibre mwzapolipropileniche: la produzione del fiocco mwzqpolipropilenico per la realizzazione di maglieria intima venne razionalizzata nella nuova società denominata mwzgMerak. Sempre nello stesso anno venne fermata la produzione di fibre mwzwpolivinilichecite-ref-3[3] per scarsa competitività sul mercato.

I sindacati dei lavoratori avanzarono pesanti critiche su come la capo-gruppo Montedison aveva gestito la crisi cite-ref-4[4]

La riorganizzazione produttiva degli anni '80

La crisi però peggiorò; alla fine del mwcw1981 la Montefibre decise di ristrutturarsi divenendo una sorta di mwdamwdqholding e creando una serie di società "figlie" monoprodotto che facevano capo alle precedenti divisioni operative:

• mweamweqSocietà italiana nailon, con un capitale di 15 miliardi di lire e 2.400 dipendenti, gestiva la produzione delle fibre mwegpoliammidiche tessili (mwewnylon 6,6cite-ref-5[5] e mwganylon 6) negli stabilimenti di mwgqPallanza e mwggIvrea.
• mwhamwhqSocietà italiana poliestere, con un capitale di 50 miliardi di lire e 1.200 dipendenti, gestiva la produzione delle fibre mwhgpoliesteri nello stabilimento di mwhwAcerra, attivo dal mwia1983.
• mwigmwiwSocietà italiana prodotti acrilici (SIPA), con un capitale di 25 miliardi di lire e 1.400 dipendenti, gestiva la produzione delle fibre mwjapoliacriliche nello stabilimento di mwjqPorto Marghera.
• mwjwmwkaChâtillon,cite-ref-6[6] con un capitale di 2 miliardi di lire e 1mwlq 200 dipendenti, gestiva la produzione delle fibre all'mwlgacetato e delle fibre alla mwlwviscosa negli stabilimenti di mwmaChâtillon e mwmqVercelli.

Rimanevano inoltre nell'ambito della Montefibre, sempre a fine mwmw1981, aziende quali mwnaMerak, mwnqNeofil, mwngSicrem, mwnwFisac, mwoaLinoleum Due Palme, Pettinatura di Ivrea, Industria Tessile di Vercelli e altre consociate estere.

Il disinteresse per il settore delle poliammidi

Il successivo disimpegno della società (mwow1983-mwpa1985), che cedette la sua esclusiva nel settore delle fibre mwpqpoliammidiche tessili, delle fibre all'mwpgacetato e delle fibre alla mwpwviscosa, portò alla mwqaliquidazione della mwqqSocietà italiana nailon e della mwqgChâtillon. Questa decisione compromise anche la competitività delle produzioni della mwqwTaban tanto che, nello stesso anno, venne deciso il blocco delle linee produttive e la conseguente liquidazione della società (mwra1984).

La Montefibre ricevette quindi, come contropartita, una quota maggiore nella produzione delle fibre acriliche e delle fibre poliestere, che portò al potenziamento degli impianti di mwrgPorto Marghera (acrilico) e mwrwAcerra (poliestere), che aveva sostituito il più vecchio impianto di mwsaCasoria. Nacque quindi un nuovo piano di razionalizzazione che coinvolse anche l'altro grande gruppo italiano del settore, la mwsqSnia Viscosa.

Il confluimento in Enimont

Nel mwta1988, la Montedison conferì le attività della controllata Montefibre alla neonata società mwtqEnimont, mwtgmwtwjoint-venture tra mwuaEni e mwuqMontedison. In seguito allo scandalo e al fallimento di quest'ultima nel mwug1991, le attività passarono interamente sotto il controllo dell'mwuwEniChem, che conferì poi le attività alla controllata mwvaEniChem Fibre.

L'ultima Montefibre

Nel 1996 l'EniChem cedette la società alla Orlandi S.p.A. L'azienda ritornò al nome di Montefibre S.p.A., che aveva durante l'era mwvwMontedison. Montefibre all'epoca possedeva in Italia tre stabilimenti più la sede a Milano; gli stabilimenti erano siti ad mwwaOttana (ceduto dall'mwwqEniChem Fibrecite-ref-7[7]), mwxgPorto Marghera, che produceva mwxwacrilico, ed mwyaAcerra, che produceva mwyqpoliestere. All'estero invece aveva stabilimenti a mwygMiranda de Ebro (acrilico), e una mwywcentrale elettrica attigua, mwzaGenfibre S.A., di cui possedeva il 50% del capitale.

Durante gli mwzganni duemila la Montefibre trasformò e differenziò le sue attività. Lo stabilimento di mwzwOttana fu chiuso nel 2003, mentre ad mw0aAcerra nacque prima una centrale elettrica di cui la Montefibre era partecipante e, con il perdurare dell'incertezza nel mercato del poliestere, nel 2005 la società si accordò con la mw0qspagnola mw0gLa Seda de Barcelona in base al quale i rispettivi impianti produttivi delle fibre mw0wpoliestere, situati ad mw1aAcerra e a mw1qEl Prat de Llobregat, furono conferiti nella Fibras European de Poliester S.L. di cui Montefibre possedeva il 40%, e mw1gLa Seda de Barcelona il restante 60%.

Nel biennio 2006-2008 Montefibre cercò di diversificarsi, entrando al 50% nel capitale della mw2acinese Jilin Jimont Fiber Co. Ltd. per poi cederne il 10,6% alla mw2qSIMEST, società pubblica, con l'impegno di riacquistare questa quota. Il nuovo piano industriale prevedeva che a mw2gPorto Marghera Montefibre iniziasse a sperimentare una nuova produzione di fibra, chiamata "precursore al carbonio", la base per la mw2wfibra di carbonio. Tuttavia, nel 2008 Montefibre rinunciò al piano di industrializzazione del "precursore al carbonio", il terreno ove sorgeva lo stabilimento venne ceduto alla Autorità Portuale di Venezia (APV), e l'impianto di Porto Marghera interruppe la produzione il 22 dicembre 2008.

La produzione si fermò nel 2013 anche nello stabilimento spagnolo di Miranda de Ebro.

Nel 2018 ne è stato decretato il fallimento.cite-ref-8[8]

Note

cite-note-11. Per gli anni pregressi vedi mw6aDalla Soie de Châtillon a Montefibre (1918-1972), in «Studi storici», XXXIII (1992), n. 1 (gennaio-aprile), p. 229. Fonti. S. Barizza e D. Resini,
cite-note-22. Scorporate nella società Mizar e poi cedute mw7q mw7gArchiviatomw7w il 3 settembre 2014 in mw8aInternet Archivemw8q.
cite-note-33. La produzione di fibre mw9gpoliviniliche avveniva nello stabilimento di mw9wPorto Marghera dove, dall'allora divisione DIMP della mw-aMontedison, veniva prodotto l'intermedio principale, il mw-qcloruro di polivinile.
cite-note-44. mw-qmw-gmw-wArchivio Senato Montefibre: vittima della gestione parassitaria della Montedison, 1978 1, su mwaqapatrimonio.archivio.senato.it.
cite-note-55. Lo stabilimento di mwaqqPallanza era l'unico produttore di mwaqunylon 6,6.
cite-note-66. Venne ripreso il nome della mwaqkChâtillon, già controllata dalla mwaqoMontedison e incorporata nel mwaqs1972 dalla Montefibre, poiché gli stabilimenti di Châtillon e Vercelli erano stati, in passato, i principali di questa azienda.
cite-note-77. Nel 1996 l'EniChem uscì definitivamente dal settore delle tecnofibre e, in seguito a ciò, cedette al gruppo Orlandi il controllo della Montefibre, a cui conferì inoltre lo stabilimento di Ottana (ex EniChem Fibre), specializzato nelle fibre poliestere.
cite-note-88. mwarimwarmmwarqProcedura liquidazione Montefibre, su mwaruportalecreditori.it. mwaryURL consultato il 25 marzo 2020.

Voci correlate

• mwarwNeofil
• mwar4Nylon
• mwasaPolymer
• mwasiRhodiatoce
• mwasqSicrem
• mwaswSNIA
• mwas4Taban